Tomografia elettrica

La geoelettrica si basa sull’immissione di correnti elettriche nel terreno attraverso due o più elettrodi, detti “elettrodi di corrente”, e sulla misura della tensione (differenza di potenziale) tra altri due elettrodi, detti “di potenziale”. A seconda della distanza reciproca tra gli elettrodi che immettono la corrente e gli altri due che la misurano si possono investigare profondità sempre maggiori di terreno. Il parametro che viene misurato è la resistività elettrica che dipende dalla porosità, dalla permeabilità e dal contenuto ionico dei fluidi di ritenzione

METODOLOGIA D’INDAGINE PER LA RILEVAZIONE GEOFISICA: TOMOGRAFIA ELETTRICA

Il sistema dei profili elettrici superficiali con dispositivo multi-array per Tomografia Elettrica di Resistività è una metodologia innovativa in quanto, evoluzione delle misure geoelettriche classiche, intesa ed applicata in modo tale da ottenere risoluzioni spaziali elevate.

Il sistema permette di ricostruire la distribuzione spaziale in due dimensioni della resistività reale nel sottosuolo con una risoluzione che dipende dalla distanza tra gli elettrodi.

Tutti gli elettrodi sono collegati mediante appositi cavi conduttori, allo strumento di acquisizione. La corrente viene applicata ad una coppia di elettrodi misurando poi la differenza di potenziale tra tutte le altre coppie di elettrodi disponibili nella configurazione scelta. Si passa poi, ad una seconda coppia di trasmissione e così via fino a raggiungere il numero massimo di misure indipendenti sui poli e dipoli disponibili.  Si ottengono così centinaia di misure per ciascuna sezione di interesse e, con un apposito algoritmo di inversione, è possibile ricostruire la distribuzione bidimensionale di resistività reale del sottosuolo.

Le misure (oltre 600) sono state interpretate mediante uno specifico software dedicato “RES2DINV”  capace di ricostruire la distribuzione di resistività reale in due o tre dimensioni, legata alle caratteristiche geologico-stratigrafiche, al contenuto d’acqua nel suolo, alla presenza di inquinanti (idrocarburi, percolati, solventi, ecc.) nel terreno e/o in falda e alla presenza di “oggetti” anomali interrati (fusti metallici, strutture in cemento, cavità, ecc.).

Lo strumento di acquisizione utilizzato, il georesistivimetro multielettrodo M.A.E. A3000-E,

La scala colorimetrica, scelta per la rappresentazione dei profili tomografici, consente di visualizzare contemporaneamente le varie classi di resistività, passando dai valori minimi, in blu, a massimi, in rosso.

Campi di applicazione

  • Studi per la ricerca di acqua
  • Modellazione degli acquiferi
  • Monitoraggio dell’ingressione marina nelle falde
  • Mappatura della permeabilità dei terreni
  • Studi di vulnerabilità delle falde
  • Analisi bi-tridimensionale del sottosuolo
  • Individuazione delle successioni alluvionali
  • Studi per la bonifica ambientale
  • Monitoraggio e controllo dell’integrità dei teli di contenimento in vasche e/o discariche
  • Studi pedologici
  • Individuazione di cavità sotterranee